guadan ha scritto:Con il punto 2 del tuo ultimo post mi sento chiamato anche io in causa dato che sono stato uno di quelli che ha risposto a questo topic ed ovviamente mi tocca quotare "quelli che non sanno un un gran che!"
Il punto quì non è tanto il fatto dell'allevamento delle Podocnemis di per se ma dall'allevamento o meglio la convivenza tra due specie provenienti da diverse zone geografiche e con diverse esigenze di allevamento. Il fatto che stai eseguendo in modo corretto i parametri di allevamento per mantenere in modo ottimale le Podocnemis è a discapito della Sternotherus ed ovviamente sarebbe a discapito delle Podocnemis seguire gli ottimali parametri per allevare una Sternotherus.
I "Batteri incompatibili come li chiami tu" sono in realtà virus asintomatici che per anni convivono con un animale senza portare ad esso nessuna conseguenza ma possono contagiare altri esemplari alla prima carenza immunitaria e questo può avvenire anche a distanza di molti anni, Se ne tuoi anni di allevamento non hai avuto immediate conseguenze potresti cambiare idea da un momento all'altro

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Abito nella provincia di Trapani quindi con il lago preola e gorghi tondi sono proprio di casa, l'allevamento delle trinacris si può benissimo paragonare a quello delle galloitalica per esempio anche se nelle regioni più settentrionali è preferibili far fare un letargo controllato piuttosto che un letargo all'aperto, comunque sia questo tipo di allevamento non è nemmeno lontanamente paragonabile all'allevamento di una Pelusios o di una Pelomedusa quindi l'esempio non calza per niente.
P.S. Regoletta empirica. Le tartarughe hanno problemi col freddo, non col caldo
Alcune specie come le Sternotherus possono vivere a temperature di 27°C ma a breve termine con questa temperatura e con un metabolismo che non è per nulla naturale si stresserà parecchio stress = carenza di difese immunitarie, carenza di difese immunitarie = virus asintomatici.
Detto questo ora sei libero di seguire i consigli che meglio accomodano alle tue disponibilità, ma sono del parere che sarebbe stato meglio prima di acquistare nuove tartarughe garantirgli uno spazio dedicato solo ed esclusivamente al loro allevamento, al posto di tentare una convivenza forzata e disperata.
Perdonami, ma allora non ci capiamo.
E forse è questo il problema.
Vediamo la questione Emys, prima di tutto.
Dato che sono una delle specie tipiche della pianura padana sono praticamente le uniche tartarughe che hanno il diritto e la necessità di fare il letargo in questo clima.
Non dimentichiamoci che sono predenti anche in Polonia, dove fa sicuramente più freddo.
Grazie alla respirazione cloacale non hanno nemmeno problemi per il ghiaccio in superficie.
Alcuni sondaggi dimostrano che lo svernamento all'aperto delle Trachemys comporta seri problemi. In effetti, ricognizioni fatte
http://www.centrostudiarcadia.it/Ripro_ ... turaBS.pdf hanno dimostrato come non ci sia riscontro della presenza di neonate o subadulte nei primi mesi dopo il risveglio.
In pratica se la cava solo un 70% delle adulte.
Aggiungo, da osservazioni personali, che le Pseudemys praticamente scompaiono.
Chiaramente altre americane possono cavarsela molto meglio, ad esempio Chelidre, Graptemys,Chrysemys e Apalone spinifera, che si spingono fino in Canada.
C'è da dire che le condizioni dei nostri stagni e laghetti impediscono anche il sostentamento delle specie carnivore, data la scarsissima presenza di crostacei e molluschi, molto diffusi nelle aree d'origine, e nella vvegetazione differente e molto meno sviluppata. Per lo più finiscono a nutrirsi di alghe filamentose.
Chiusa la pagina letargo.
Torniamo alla Sternotherus.
Queste sono le temperature annuali della Florida.
http://www.climate-zone.com/
Quindi dobbiamo capire che non devono stare a 23° fissi! Devono avere un range di temperature simile a quello della tabella.
Non solo, ma le temperature variano a seconda del lato della vasca e della posizione rispetto alle lampade.
Quindi abbiamo variazioni dell'ordine di 2 o 3° nel corso della stessa giornata, come le abbiamo in natura tra zone ombreggiate e esposte al sole.
E' proprio quello che intendo con "allevare come si preparano i souffle".
La tarta non va "inserita in forno preriscaldato a 220° per 30'", ma ha bisogno di un ambiente con delle variazioni in cui possa decidere dove posizionarsi.